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Islamofobia
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mwawIslamofobia è un neologismo che indica un senso di avversità, dettato da mwbapregiudizicite-ref-1[1], nei confronti dell'mwcqislam. Ciò si riversa in un senso di paura, diffidenza e discriminazioni verso la cultura e la religione islamica e verso i mwcgmusulmani come credenti.cite-ref-2[2]
Contents
• Medioevo
• Note
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Utilizzo del termine
Il termine può essere utilizzato per indicare due cose:
• l'odio o la paura verso l'islam o verso i musulmani in genere;
• un'attitudine xenofoba verso i musulmani e, per analogia, verso gli abitanti indigeni (o dei quali i genitori sono originari) dei paesi a maggioranza musulmana (Medio Oriente, regioni del mwfqMagreb, mwfgTurchia, Africa subsahariana islamizzata)cite-ref-3[3], ed in questo caso è analogo al neologismo mwgwgiudeofobia.
Questa attitudine talvolta sfocia in iniziative pubbliche atte a bloccare o rendere difficile la pratica della fede islamica, come i tentativi di vietare o bloccare la costruzione di mwhqmoschee.
Il significato di mwhwislamofobia non coincide con quello di mwiaantislamismo, termine che invece indica l'opposizione alle mwiqdottrine e pratiche politiche che mirano alla creazione di uno mwiwStato che trovi nella religione mwjaislamica i principi guida per regolarne la sfera economica, politica e sociale oltre che religiosa (mwjqislamismo).
Due definizioni di islamofobia
Islamofobia come pregiudizio contro l'islam e i musulmani
Per Doudou Diène, consigliere generale delle mwkqNazioni Unitecite-ref-4[4], il termine islamofobia si
(francese)
«réfère à une hostilité non fondée et à la peur envers l'islam, et en conséquence la peur et l'aversion envers tous les musulmans ou la majorité d'entre eux. Il se réfère également aux conséquences pratiques de cette hostilité en termes de discrimination, préjugés et traitement inégal dont sont victimes les musulmans (individus et communautés) et leur exclusion des sphères politiques et sociales importantes. Ce terme a été inventé pour répondre à une nouvelle réalité: la discrimination croissante contre les musulmans qui s'est développée ces dernières années.»
(italiano)
««riferisce ad una ostilità infondata ed alla paura verso l'islam, e di conseguenza la paura e l'avversione verso tutti i musulmani o la maggioranza di loro. Si riferisce ugualmente alle conseguenze pratiche di questa ostilità in termini di discriminazione, pregiudizi e trattamenti ingiusti di cui sono vittime i musulmani (sia come individui sia come comunità) e loro esclusione dalla sfera politica e sociale di una certa importanza. Questo termine è stato creato per rispondere ad una nuova realtà: la discriminazione crescente verso i musulmani che si è sviluppata negli ultimi anni»»
(Doudou Diène)
mwngWordReferencecite-ref-6[6] così definisce:
(inglese)
«Islamophobia: prejudice against Muslims; "Muslim intellectuals are afraid of growing Islamophobia in the West"»
(italiano)
«
Islamofobia: pregiudizio contro i musulmani; "Gli intellettuali musulmani sono spaventati dall'islamofobia crescente in occidente".
»
(Wordreference)
Runnymede Trust utilizza il termine "islamofobico" per caratterizzare particolari punti di vista sulla religione musulmana. Afferma, inoltre, che l'islamofobia è fonte di pericolo per la comunità musulmana e anche per l'insieme della società:cite-ref-7[7]
(inglese)
«The overall intention of the Commission is twofold:
(a) to counter Islamophobic assumptions that Islam is a single monolithic system, without internal development, diversity and dialogue, and;
(b) to draw attention to the principal dangers which Islamophobia creates or exacerbates for Muslim communities, and therefore for the well-being of society as a whole.»
(italiano)
«Obiettivo generale della Commissione è duplice:
(a) combattere la crescente islamofobia per la quale l'islam è un sistema monolitico unico, senza sviluppo interno, diversità o dialogo e
(b) attirare l'attenzione sui principali pericoli creati o esacerbati dall'islamofobia sulle altre comunità musulmane e, di conseguenza, per il benessere della società nel suo insieme.»
(Runnymede Trust)
La rivista mwraLe Reflet, utilizza il termine per indicare "degli attacchi satanici ed intollerabili verso l'islam", e poi ne individua le vittimecite-ref-8[8]:
mwsg"I leader religiosi ne sono coscienti perché tutte le altre confessioni religiose hanno condannato questi attacchi satanici ed intollerabili contro l'islam. Ma la stampa occidentale invece di condannare vigorosamente questa islamofobia, continua a parlare delle vittime e della loro religione, contribuendo in questo modo a rinforzare il sentimento di odio e di incomprensione nell'animo dei credenti."
Nel testo mwtqPour le droit à la libre critique des religions sul sito Atheisme.orgcite-ref-9[9] si può leggere invece che "il termine islamofobia non esprime altro che il disgusto ed il rigetto dell'islam in quanto religione, in quanto sistema di pensiero totalizzante. L'islamofobia è il rifiuto dell'islam, non il rifiuto dei musulmani né il rifiuto degli arabi o dei magrebini". E inoltre:
"I lettori di atheisme.org che si riconoscono nell'opposizione radicale alle religioni sono vivamente sollecitati a dichiararsi pubblicamente islamofobi al fine di creare un movimento coraggioso di contestazione verso questa religione, che non vale più delle altre."cite-ref-10[10]
Claude Imbert, membro dell'Alto Consiglio per l'integrazione, fondatore ed editorialista del settimanale mwwqLe Point, il 24 ottobre 2003 afferma sulla catena mwwgLCIcite-ref-11[11]:
mwyaIo sono un po' islamofobo. [...] Noi abbiamo il diritto di combattere il razzismo, d'accettare una pratica pacifica dell'islam. Ed io ho il diritto, io non sono affatto il solo in questo paese a pensare che l'islam - io dico proprio l'islam, non mi riferisco agli islamisti - come religione introduce una debilitazione d'arcaismo diverso, introduce una maniera di considerare la donna, di mortificare sistematicamente la donna [ed] inoltre la preoccupazione di sostituire la legge degli Stati con la legge del Corano, che in realtà mi rende islamofobo
L'arabista Enrico Galoppini, che ha dedicato un'opera al problema dell'islamofobiacite-ref-12[12], ritiene che il fenomeno sia irresolubilmente legato alle "politiche atlantiste", e dunque coscientemente creato ad arte per inclinare l'opinione pubblica occidentale a favore delle campagne degli USA, della NATO e di Israele nel cosiddetto Grande Medio Oriente. Ad un livello più profondo - sostiene Galoppini constatando che è l'intero spettro delle opzioni politiche occidentali a contribuire, in un modo o nell'altro, alla formazione dell'idea di un "Islam come problema" - l'islamofobia tradisce la doppia valenza della formula dello "scontro di civiltà": strumentale (a livello di propaganda politica) e sostanziale (il dominio occidentale significa la diffusione di una società materialista, che vede quella islamica come un ostacolo poiché postula la presenza di una realtà divina).
Islamofobia come xenofobia contro i musulmani
Il dizionario Le Robert, edizione 2006, definisce l'islamofobia: mwaa"forma particolare del razzismo diretto contro l'islam ed i musulmani, che si manifesta in Francia attraverso atti di animosità ed una discriminazione etnica contro gli immigrati magrebini"cite-ref-13[13].
L'islamofobia definisce così un'attitudine xenofoba verso i musulmani, presente nei paesi occidentalicite-ref-14[14], e per analogia, verso gli abitanti indigeni (o dei quali i genitori sono originari) dei paesi a maggioranza musulmana (mwcgMedio Oriente, regioni del mwcwMagreb, mwdaTurchia, mwdqAfrica subsahariana), ed in questo caso è analogo al neologismo mwdggiudeofobia.
Il capo della delegazione turca all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Talip Küçükcan, il 10 marzo 2017 presentò la richiesta di mettere all'ordine del giorno dell'Assemblea la materia mweaEuropean values under threat: addressing rising populism, xenophobia, antisemitism and islamophobia in Europecite-ref-15[15]: in una successiva intervista, ricollegò il termine al tentativo di tenere la Turchia ai margini dell'Unione europeacite-ref-16[16].
Controversia sull'utilizzo del termine
L'utilizzo del termine "islamofobia" ed i suoi equivalenti nelle diverse lingue sono di uso controverso: mentre alcuni movimenti ed istituzioni l'utilizzano senza problemi, altri lo rifiutano o considerano il suo uso come problematico, soprattutto pensando all'uso che ne fece mwgwKhomeini per sbarazzarsi del mwhaTudeh (Partito Comunista) Iraniano all'indomani della Rivoluzione islamista del 1979 che depose l'ultimo shah di Persia mwhqReza Pahlevi.
Contrari all'utilizzo
mwigCaroline Fourest e Fiammetta Venner, fondatrici della rivista mwjaProChoix, vi scrivono: "mwjqla "parola “islamofobia” è stata coniata dagli mwjgislamisti per intrappolare il dibattito e volgere l'mwjwantirazzismo a vantaggio della loro lotta contro la blasfemia. È vitale non impiegarlo più per combattere un nuovo razzismo ma piuttosto per designare la critica laica all'islam."cite-ref-17[17] Con altri intellettuali o protagonisti dei media nell'appello del 2006 "Insieme contro il nuovo totalitarismo", detto anche "mwlaManifesto dei dodici" affermano: "mwlqNoi rifiutiamo di rinunciare allo spirito critico per paura di incoraggiare l'«islamofobia», idea sfortunata che confonde la critica dell'islam in quanto religione con il biasimo ai credenti."cite-ref-18[18]
Thomas Deltombe scriveva nel 2005 in mwnaL'islam imaginaire: "mwnqin funzione delle possibili definizioni delle parole utilizzate, si devono distinguere due posizioni: l'islamofobia di tipo razzista («musulmano» come categoria etnica) o xenofoba (l'islam come elemento «straniero») e la critica legittima dei dogmi religiosi, qualsiasi essi siano."cite-ref-19[19]
Didier Delaveleye, per il mwpaMrax, scrive nel 2007 in mwpqQuando l'islamofobia mette a rischio la laicità: "mwpged ecco una parola che è nella hit-parade di quelle problematiche: islamofobia. Questo termine si è imposto oggi per indicare l'ostilità specifica verso la popolazione di religione o di origine musulmana. Tuttavia, questa semplice definizione pone già un problema perché letteralmente l'islamofobia non indica la paura del musulmano ma la paura di una particolare religione: l'Islam."cite-ref-20[20]
A favore dell'utilizzo
A loro volta, queste ultime posizioni sono state criticate, in quanto accusate di essere fortemente ideologizzatecite-ref-21[21]. Tra gli stessi intellettuali favorevoli all'utilizzo del termine “islamofobia”, non tutti dimostrano una posizione acritica verso il mondo islamico, fra i musulmani stessi come fra gli studiosi non-musulmani.
Abbiamo, difatti, degli intellettuali nordafricani di religione e cultura musulmana fin dalla nascita ma residenti in Europa come gli algerini mwsgKhaled Fouad Allam e mwswTahar Ben Jelloun nonché l'egiziano Sherif El Sebaie, che riconoscono sì - specie nelle sue manifestazioni più provocatorie - il concetto di “islamofobia”, ma ritengono dialetticamente altrettanto opportuno distinguere fra “musulmani” e “Islamisti politici”, sia in Occidente sia nei Paesi islamici, a reciproco beneficio di entrambi, confidando così nel "fare cultura".
Il giornalista e scrittore italiano (convertito all'Islam) mwuaPietrangelo Buttafuoco, in maniera problematica che alterna storia e attualità, riconosce nell'“islamofobia” d'inizio millennio un uso strumentale della storia medievale ad opera della stessa matrice culturale materialista del laicismo anticlericale dell'Ottocento. Di stampo culturale tardo-illuminista, il laicismo mirerebbe così alla “secolarizzazione” di ogni società e popolo presenti nel mondo. Pietrangelo Buttafuoco, siciliano, è inoltre consapevole e istruttivo circa l'importanza della cultura araba in Sicilia; assieme alle altre: greco-romana pagana e normanna cristiana soprattutto.
Non senza destare polemiche nel proprio milieu culturale di cattolicesimo tradizionalista, l'apologeta cattolico mwvaVittorio Messori si è avvicinato in età più matura alle suddette posizioni di Pietrangelo Buttafuoco.
Islamofobia e critiche all'Islam nella storia
Contemporanei di Maometto
Tra i primi a criticare l'Islam furono gli arabi pagani e gli ebrei che abitavano il sud dell'Arabia, in particolare le tribù ebree di mwwgMedina che accusarono Maometto di aver copiato i loro testi sacri e di averne travisato il significato.
Medioevo
Un autore che criticò l'Islam fu mwxqGiovanni Damasceno (676-749), teologo cristiano originario della mwxgSiria che, nel secondo capitolo del suo trattato "La fonte della conoscenza", intitolato mwyaDe Haeresibus, citando passi del Corano e dei mwyqmwygḥadīth direttamente in mwywarabo parla dell'Islam come «mwzaeresia degli ismailiti» - forse il primo dei grossolani equivoci cristiani verso l'Islam, considerata erroneamente come un'eresia e non già come una nuova e originale fede, per quanto necessariamente indebitata nei confronti dell'Ebraismo e del Cristianesimo, specie quella del giudeo-cristianesimo.
mwzgDante Alighieri, nella mwzwmw0aDivina Commedia pone mw0qMaometto e il genero mw0gAli all'mw0wInferno, tra i "seminatori di discordia"cite-ref-22[22], mentre l'mw2aimperatore bizantino mw2qManuele II Paleologo scrisse:
«Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai solo delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva a diffondere la fede per mezzo della spada.»
(Manuele II Paleologo, Dialoghi con un Persiano, VII dialogo)
Dal XIV al XVIII secolo
Durante l'mw3qetà moderna criticarono l'Islam, tra gli altri, mw3gMartin Lutero, mw3wBlaise Pascal e gli mw4ailluministi. Per mw4qMontesquieu è una religione mw4g«che parla solo attraverso la spada, ancora agisce sugli uomini con quello spirito distruttivo che l'ha fondata».
Tra i critici dell'Islam si annovera anche mw5aVoltaire che, nell'ambito della sua critica generale alle religioni, sull'argomento compose nel mw5q1736 una commedia, intitolata mw5gmw5wMaometto ossia il fanatismo, ironicamente dedicata a mw6apapa Benedetto XIV, diversi capitoli del suo mw6qmw6gDizionario filosofico e del suo mw6wSaggio sui costumi e sullo spirito delle nazioni. In particolare nella commedia descrive Maometto come un arrivista che sfrutta il fanatismo religioso dei suoi seguaci come strumento di poterecite-ref-23[23]. Nel "Dizionario filosofico" dedica un capitolo al mw8qCorano ed esordisce affermando che
(francese)
«Ce livre gouverne despotiquement toute l'Afrique septentrionale du mont Atlas au désert de Barca, toute l'Égypte, les côtes de l'océan Éthiopien dans l'espace de six cents lieues, la Syrie, l'Asie Mineure, tous les pays qui entourent la mer Noire et la mer Caspienne, excepté le royaume d'Astracan, tout l'empire de l'Indoustan, toute la Perse, une grande partie de la Tartarie, et dans notre Europe la Thrace, la Macédoine, la Bulgarie, la Servie, la Bosnie, toute la Grèce, l'Épire et presque toutes les îles jusqu'au petit détroit d'Otrante où finissent toutes ces immenses possessions.»
(italiano)
«Questo libro governa dispoticamente tutta l'Africa settentrionale, dai monti dell'Atlante al deserto libico, tutto l'Egitto, le coste etiopiche sull'oceano per una profondità di seicento leghe, la Siria, l'Asia minore, tutti i paesi che si affacciano sul mar nero ed il mar Caspio, fatta eccezione del regno di Astracan, tutto l'impero dell'Indostan, tutta la Persia, gran parte della Tartaria e nella nostra Europa la Tracia, la Macedonia, la Bulgaria, la Serbia, la Bosnia, tutta la Grecia, l'Epiro e quasi tutte le isole fino allo stretto d'Otranto dove finiscono questi immensi possedimenti.»
(Voltaire, ALCORAN, ou plutôt LE KORAN dal Dizionario filosofico)
Critiche si trovano sparse anche nel mw9amw9qCandido e in mw9gmw9wZadig. Nel detto mw-aSaggio sui costumi e lo spirito delle nazioni (mw-qfrancese: mw-gEssai sur les moeurs et l'esprit des nations), una panoramica dei popoli e delle nazioni senza il desiderio di scendere su dettagli statistici, mw-wVoltaire dedica:
• il mw-gCapitolo VI ad mw-wArabia e a mwaqaMaomettocite-ref-24[24]
• il mwaqyCapitolo VII al mwaqcCorano ed alle leggi musulmanecite-ref-25[25].
Ad es. di Maometto dice:
«dopo aver ben conosciuto il carattere dei suoi concittadini, la loro ignoranza, la loro creduloneria e la loro predisposizione all'entusiasmo, si rese conto di potersi trasformare in un profeta. Si propone di eliminare il Sabismo, che consiste nel fondere insieme il culto di Dio con quello degli astri; il giudaismo detestato da tutte le nazioni, e che aveva grande presa in Arabia; infine il cristianesimo, che conosceva solo per gli abusi di diverse sette diffuse nei paesi limitrofi al suo.»
«È probabile che Maometto, come tutti gli entusiasti, violentemente colpito dalle sue stesse idee, prima le *carica* di buona fede e poi le fortifica con dei sogni tanto che prende in giro se stesso e gli altri e sostiene infine, con delle furbate indispensabili, una dottrina che credeva buona. [...e così] si trovò alla testa di quarantamila uomini presi nel suo entusiasmo»
«di tutti i legislatori che hanno fondato una religione, è l'unico che abbia diffuso la sua con delle conquiste. Altri popoli hanno imposto ad altre nazioni i loro culti con il ferro e con il fuoco; ma nessun fondatore di una setta è mai stato un conquistatore (...) Un mercante di cammelli provoca un'insurrezione nel suo villaggio. Alcuni miserabili seguaci si uniscono a lui; li convince che egli parla con l’arcangelo Gabriele; si vanta di essere stato portato in paradiso, dove ha ricevuto in parte questo libro incomprensibile, ognuna delle cui pagine fa tremare il buon senso; per seguire questo libro, egli mette a ferro e fuoco la sua terra; taglia la gola dei padri e rapisce le figlie; concede agli sconfitti di scegliere fra la morte e l’Islam. Nessun uomo può scusare cose del genere, a meno che non sia nato turco o la superstizione non abbia estinto il suo lume.»
Lo storico mwareEdward Gibbon scrissecite-ref-26[26]:
«Se la composizione del Corano oltrepassa le facoltà umane, a quale intelligenza superiore dovremmo ascrivere l’
Iliade
di
Omero
o le Filippiche di
Demostene
?»
XIX secolo
Durante l'Ottocento, critiche all'Islam vennero da mwarkAlexis de Tocqueville e mwaroArthur Schopenhauer:
«Maometto ha inserito nel Corano non solo un corpo di dottrine religiose, ma anche massime politiche, norme civili e penali e teorie scientifiche. Il Vangelo, al contrario, parla solo di relazioni generali fra uomo e Dio e fra uomo e uomo, oltre alle quali non inculca e impone alcun obbligo. Basterebbe solo questo, oltre a mille altre ragioni, a provare che l’Islam non dominerà mai in un’epoca di cultura e democrazia, mentre il Cristianesimo è destinato a mantenere la sua influenza in questa come in tutte le altre epoche. (...) Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l'Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l'Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso.»
(Alexis de Tocqueville)
«Prendiamo il Corano per esempio; questo libro abietto è stato sufficiente a fondare una religione diffusa in tutto il mondo, a soddisfare il bisogno metafisico di infiniti milioni di persone per dodici secoli, a diventare la base della loro moralità e di un rimarcabile spregio della morte, e anche a ispirarle a condurre guerre sanguinose e ottenere grandi conquiste. In questo libro noi troviamo la più triste e miserabile forma di teismo. Forse si perde molto nella traduzione, ma non sono stato in grado di trovarvi una singola idea di valore.»
(Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, p. 188 – BUR)
XX secolo
Nel XX secolo l'Islam venne criticato apertamente da diversi pensatori e politici, come mwar8George Bernard Shaw, mwasaTheodore Roosevelt, mwaseBertrand Russell, mwasiRabindranath Tagore, mwasmWinston Churchill e mwasqCarl Gustav Jung.
mwasgAtatürk, fondatore della mwaskTurchia moderna, abolì la mwasoreligione di Stato nel suo paese. Il suo pensiero verso l'Islam può essere rappresentato dalla seguente citazione che pronunciò in qualità di Capo di Stato:
«Per quasi cinquecento anni, queste regole e teorie di un vecchio arabo e le interpretazioni di generazioni di religiosi pigri e buoni a nulla hanno deciso il diritto civile e penale della Turchia. Loro hanno deciso quale forma dovesse avere la Costituzione, i dettagli della vita di ciascun turco, cosa dovesse mangiare, l’ora della sveglia e del riposo, la forma dei suoi vestiti, la routine della moglie che ha partorito i suoi figli, cosa ha imparato a scuola, i suoi costumi, i suoi pensieri e anche le sue abitudini più intime. L’Islam, questa teologia di un arabo immorale, è una cosa morta. Forse poteva andare bene alle tribù del deserto, ma non è adatto a uno Stato moderno e progressista. La rivelazione di Dio! Non c’è alcun Dio! Ci sono solo le catene con cui preti e cattivi governanti inchiodano al suolo le persone. Un governante che abbisogna della religione è un debole. E nessun debole dovrebbe mai governare.
»
(Mustafa Kemal Atatürk.)
L'anticlericalismo turco verrà imitato in seguito dallo mwas0scià mwas4iraniano mwas8Mohammad Reza Pahlavi negli anni Sessanta, con alterni risultati fino alla sua deposizione e all'avvento della repubblica islamica nel mwata1979. L'Islam politico ha guadagnato particolare attenzione dal mwate1979, quando si affermò in Iran la mwatiRepubblica Islamica propugnata dall'mwatmAyatollah mwatqKhomeini come modello politico contemporaneo di Stato e società guidata dai principi islamici, interpretati dai giurisperiti (mwatuvelayat e faqih), in particolare a riguardo della mancanza di democrazia e diritti umani in tale paese (si veda la questione della mwatymwatcFatwā contro mwatgSalman Rushdie e della mwatkpena di morte in Iran).
XXI secolo
Il dibattito sull'Islam e l'mwaumIslam politico ha ripreso vigore dopo l'mwauqattentato al WTC, fino a sfociare nell'islamofobia. Il modello sociopolitico del fondamentalismo mwauusalafita-mwauywahhabita è stato oggetto di critiche di molteplici commentatori occidentali, che l'hanno variamente indicato come "nuovo mwauctotalitarismo". Tra questi il politologo francese mwaugAlexandre Del Valle nel libro mwaukIl totalitarismo islamista all'assalto delle democraziecite-ref-27[27], o l'appello "mwau4Insieme contro il nuovo totalitarismo" dopo le violente manifestazioni scoppiate all'indomani della pubblicazione delle mwau8caricature di Maometto sul Jyllands-Posten.cite-ref-28[28] In Italia tali tesi sono state portate avanti dalla scrittrice fiorentina mwavqOriana Fallaci, rifacendosi anche alle tesi di mwavuBat Ye'or sull'mwavyEurabia, oltre che dal giornalista mwavcitalo-egiziano mwavgMagdi Allam.cite-ref-29[29] Altri famosi esponenti del movimento antislamista negli mwav0Stati Uniti - talvolta accusati d'islamofobia - includono i giornalisti e saggisti mwav4Claire Berlinski, mwav8George Weigel, mwawaTony Blankley, mwaweBruce Bawer, mwawiChristopher Hitchens, mwawmDaniel Pipes, mwawqRobert Spencer, mwawuMichel Houellebecq e Mark Steyn, e diversi politici, da mwawcDonald Trump a mwawgGeert Wilders.
«Essi non ci danno pace e neppure noi dobbiamo dargliene. Non possiamo vivere sullo stesso pianeta, e sono contento, perché io non voglio viverci. Non voglio respirare la stessa aria di quegli psicopatici assassini, torturatori, stupratori e abusatori minorili. È questione di "o io o loro". Sono contento di ciò, perché so che saranno loro. È un obbligo e una responsabilità sconfiggerli, ma è anche un piacere. Non lo vedo affatto come un lavoro sporco.»
Note
cite-note-11. ↑ mwaxqmwaxumwaxyIslamofobìa - Significato ed etimologia - Vocabolario, su mwaxcTreccani. mwaxgURL consultato il 6 febbraio 2026.
cite-note-22. ↑ mwaxwmwax0mwax4Definizione, su mwax8treccani.it.
cite-note-33. ↑ Definizione tradotta dal dizionario Le Robert edizione 2006: "forma particolare del razzismo diretto contro l'islam ed i musulmani, che si manifesta in Francia attraverso atti di animosità ed una discriminazione etnica contro gli immigrati magrebini"
cite-note-44. ↑ mwayymwaycmwaygUne pétition contre l'islamophobie en France, su mwayksaphirnews.com.
cite-note-55. ↑ Vincent Geisser, mway0La nouvelle islamophobie, p21
cite-note-66. ↑ mwaze(mwazimwazmEN) mwazqwordreference.com, mwazuhttps://www.wordreference.com/definition/Islamophobiamwazy Titolo mancante per url mwazcurl (aiuto).
cite-note-77. ↑ mwaz0mwaz4mwaz8Runnymede Trust (mwaaamwaaePDF), su mwaairunnymedetrust.org mwaam(archiviato dall'mwaaqurl originale il 3 luglio 2007).
cite-note-88. ↑ mwaagLe Reflet del 07/02/06, nell'articolo riprodotto sul sito mwaakafricatime - Côte d'ivoire mwaaoArchiviatomwaas il 28 settembre 2007 in mwaawInternet Archivemwaa0.
cite-note-99. ↑ mwabimwabmmwabqPour le droit à la libre critique des religions, su mwabuatheisme.org.
cite-note-1010. ↑ mwabkmwaboIslamophobes, dénonçons-nousmwabs !
cite-note-1111. ↑ mwab8mwacamwaceClaude Imbert, islamophobe déclaré - Acrimed | Action Critique Médias, su mwaciacrimed.org.
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Bibliografia
• Enrico Galoppini, mwammIslamofobia: Attori, Tattiche e Finalità, Edizioni all'insegna del Veltro, Parma 2008
• Farid Hafez (auth.), Islamophober Populismus: Moschee- und Minarettbauverbote österreichischer Parlamentsparteien [1 ed.], 978-3-531-17152-4, 978-3-531-92409-0 VS Verlag für Sozialwissenschaften 2010
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwanmEnrico Galoppini - Islamofobia, su insegnadelveltro.it. URL consultato il 29 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2009).
• mwanuRecensione di "Islamofobia", su mirorenzaglia.org.